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Più olivicoltura bio di qualità in Toscana. I risultati del convegno di Gaiole in Chianti

Il Convegno “Olivicoltura BIO di qualità in Toscana- gestione agronomica e difesa”, che si è svolto giovedì 20 giugno a Gaiole in Chianti ha fatto il pieno in sala centrando l’obiettivo. Tanto pubblico dalla Toscana e non solo, produttori, tecnici, cittadinanza, studenti, a porre l’accento come BIO e Olivicoltura rappresentino un binomio fondamentale per un settore che chiede valorizzazione, sostegno, innovazione e competenze.

Il Biodistretto del Chianti ha portato al tavolo Regione Toscana, accademici e ricercatori agronomi e assaggiatori esperti, produttori BIO, fornendo interventi ricchi di informazioni e spunti di discussione. Sotto l’incalzante conduzione di Amelia Perego, del direttivo del Biodistretto, Angelo Bo, dottore Agronomo ha rilevato l’importanza di buone pratiche di gestione agronomica e difesa fitosanitaria in olivicoltura biologica per ottenere olii di qualità, Antonio Belcari, Entomologo e Professore Ordinario di UNIFI, ha descritto con minuziosità la fenologia e il ciclo biologico della mosca dell’olivo, sottolineando come per la difesa, soprattutto in biologico, sia fondamentale la conoscenza degli equilibri ecologici presenti negli oliveti. Questo punto è stato ripreso da Ruggero Petacchi, Ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha rimarcato l’importanza del controllo delle popolazioni mostrando metodi innovativi per la previsione delle infestazioni e il funzionamento della rete regionale di monitoraggio per la mosca dell’olivo. Guido Marchi, Ricercatore dell’Università di Firenze, è intervenuto su un argomento di attualità estrema: la Xylella fastidiosa fornendo elementi di conoscenza difficilmente reperibili sui media che dovrebbero essere alla base di una corretta informazione. Ha trattato della biologia del batterio spiegando che, in assenza di un quadro sintomatico specifico, l’unico modo per riconoscere la reale presenza del patogeno è ricorrere ad analisi molecolari. In Regione Toscana la presenza di Xylella a Monte Argentario è stata affrontata con la massima attenzione e con una massiccia e continua campagna di monitoraggio e di accertamenti analitici. Graziano Sani e Paolo Pestelli, CNR IVALSA, hanno parlato dell’importanza della biodiversità olivicola, elemento fondamentale d’innovazione e valorizzazione del settore, e dove sembrano ancora ampie le prospettive di miglioramento. A dar voce agli imprenditori è intervenuto Gionni Pruneti, che con la sua esperienza di eccellenza nell’olivicoltura biologica si è soffermato sulle criticità del settore, dove azioni politiche mirate potrebbero davvero fare la differenza per contrastare l’abbandono. Luca Socci, Dottore Agronomo dell’Associazione Anteo ha commentato l’importanza dell’assaggio tecnico, come uno strumento prezioso ed economico a disposizione delle aziende per descrivere nel dettaglio la qualità degli olii e riconoscere come influire su essa. E’ poi intervenuto il dirigente della Regione Toscana Gennaro Giliberti, che con il termine di “Rinascimento” ha inteso significare che dalle difficoltà del settore si può ripartire per ripensare l’olivicoltura in Toscana, dove qualità e rispetto dell’ambiente sono elementi essenziali di un prodotto legato al territorio da promuovere e valorizzare per recuperare competitività. A questo scopo Giliberti ha segnalato l’impegno di Regione Toscana nel finanziamento di progetti integrati di filiera e misure a sostegno della promozione.

Michele Pescini, Sindaco di Gaiole in Chianti, comune partner dell’iniziativa, rilevando la massiccia partecipazione di pubblico e di esperti ha condiviso con il Biodistretto del Chianti che olivicoltura BIO di qualità e paesaggio sono motori di attrattività territoriale e il Comune può dare un contributo. Roberto Stucchi Prinetti, Presidente del Biodistretto del Chianti ha ringraziato relatori, amministratori e pubblico testimoniando l’impegno e la disponibilità dell’Associazione che farà tesoro dei tanti contributi per rilanciare i temi e i problemi sul tappeto come per il Convegno Ungulati 2018.

Un pomeriggio ricco di proposte e polemiche da cui emerge che il bisogno di ragionare intorno all’olivicoltura è molto alto ed è avvertita la necessità di condividere le linee di sviluppo a livello regionale. Una “Rinascita” è possibile ed è già in atto, ma i nodi da sciogliere ci sono e affondano le basi nella struttura del comparto e del mercato dell’olio: alimento essenziale della dieta quotidiana.

Tra quantità e qualità, la produzione di olio BIO di qualità, supportata da ricerca e innovazione, può aprire la strada a un processo di valorizzazione reale mantenendo paesaggio e ambiente. Olivicoltura BIO di qualità e gestione sostenibile del territorio è la linea del Biodistretto del Chianti. Un ringraziamento particolare va a chi ha sostenuto l’iniziativa Consorzio dell’Olio DOP Chianti Classico, Officine Meccaniche Toscane S.p.A., Società Pesciatina di Olivicoltura e Valoritalia. Si è tenuto poi un assaggio di olii, guidato da Anteo, e una degustazione di prodotti BIO del territorio. Ha patrocinato l’iniziativa il Consorzio dell’Olio Toscano IGP. Al termine ha avuto luogo l’Assemblea del Biodistretto del Chianti, che partecipa alla Rete dei Biodistretti AIAB.

Presentazioni e registrazioni dell’evento prossimamente su www.biodistrettodelchianti.it.