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L'Eroica

Il primo seme di Eroica fu gettato nel febbraio 92, in un articolo su Mesesport, rivista senese, in cui scrissi di Parco Ciclistico del Chianti.
Era l'idea di pensare al mio territorio, Gaiole in Chianti e dintorni prossimi, come assolutamente speciale per andarci in bici; di suo, senza aspettare chissà quali progetti e investimenti, piste e ciclabili, impianti e strutture. Bastava tutta le bellezza che c'era, una materia prima speciale, un territorio senza traffico fatto di saliscendi impegnativi, di angoli e scorci, di piccole botteghe e di storia, di castelli e borghi fortificati, di strade di qualità, anche bianche, di gente con un'anima ed un'identità.

Poi, nel Luglio 1995, maturarono i tempi di mettere in campo la prima Granfondo, dedicata ad un campione come Gino Bartali, la cui dimensione cosmica assoluta si sarebbe finita di capire dopo qualche anno. Alla terza edizione, dopo due raddoppi di partecipanti che ci avevano elevato ai 520 iscritti, arrivò L'Eroica. Ed all'inizio fu un regalo, un gadget per quanti si erano fatti la Bartali e volevano provare, due settimane dopo, l'esperienza di una proposta fuori dall'ordinario.

Forse, come mi dissero allora anche gli amici più vicini che una mano me la davano, fu proprio il fatto che in bici andavo pochissimo, che il mio amore per il ciclismo tutto era principalmente letterario, che non mi rendevo conto fino in fondo quanto duro e improponibile fosse riportare sulle strade non asfaltate una prova sui pedali. Eppure c'era un patrimonio di strade bianche che andava riproposto all'attenzione, che andava messo sotto tutela, protetto dall'incedere della banalizzazione che ovunque privilegiava il motore e la velocità. L'Eroica vide la luce il 5 Ottobre 1997; non competitiva, aperta ad ogni bici ma privilegiando quelle d'epoca, una linea che, man mano, si andò rafforzando.

Dopo un inizio per pochi eletti, 92 alla prima e pochi più per almeno altri 3 anni, pian piano questa idea di passione antica è arrivata al mondo, ha fatto riscoprire la bellezza della fatica ed il gusto dell'impresa, quel ciclismo sport principe dei nostri padri, la sua storia e quella della bicicletta. E gli eroici son diventati un esercito (oltre 7500 l'ultima edizione), uno stile di vita che si è diffuso nel mondo; così come L'Eroica per professionisti del 2007, oggi Strade Bianche, è diventata una prova world tour, la riscoperta della strada bianca anche nel grande ciclismo, un must planetario degli ultimi anni. Gaiole in Chianti, il mio piccolo grande Comune, in quella prima domenica di Ottobre è ormai meta di pellegrinaggio, evento da non perdere per una moltitudine felice di ritrovarsi, che al lunedi successivo già pensa a come tornerà l'anno prossimo, a quanti giorni mancheranno alla ripetizione del rito. E L'Eroica è diventata anche la magnifica riscoperta di un mondo che si sarebbe estinto ad ogni cantina svuotata, ad ogni passaggio di generazione, ad ogni nuovo progresso della tecnologia. Tante biciclette hanno rivisto la luce, hanno conosciuto nuovi fasti, si sono ricostruiti curriculum, si sono inventate metodiche di restauro, si sono rimessi in funzione telai di antichi maglifici. Ed è tornata a vivere la passione per un collezionismo che languiva, che ha coinvolto anche tanti giovani, che ha reso vita ai mastri artigiani, soprattutto italiani dell'acciaio. E competenti appassionati come Gianfranco Trevisan, come tanti amici che ormai fanno parte a pieno titolo del mondo eroico, hanno potuto valorizzare quanto nel tempo avevano saputo conservare con indicibile affetto. Ed oggi sono preziosi riferimenti anche per tanti giovani che si avvicinano a questo mondo grazie al miracolo di un'idea che ha saputo parlare al cuore della gente.

Giancarlo Brocci