Rappresentazione di Ama nella Mappa dei Capitani di parte Guelfa

Storia

Ama è in un’area di grande antichità di insediamento, come concordemente testimoniano l’archeologia e la toponomastica. È presumibile una continuità insediativa ad Ama dalla tarda antichità all’alto medioevo. Tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo si insediò qui una famiglia nobile locale, in rapporto di vassallaggio con i Ricasoli. Lo si deduce dal contenuto di due “privilegi”, il primo dell’imperatore Enrico VI (del 1197) ed il secondo dell’imperatore Ottone IV (del 1210), che nel concedere a Ranieri Ricasoli dei Firidolfi beni e giurisdizioni su alcuni castelli chiantigiani e sui loro uomini, menzionano anche i diritti su un loro fedele: Drudolo da Ama.

È di alcuni anni successivi (1219) un atto nel quale tale Diotisalvi di Drudolo di Ruggiero da Cacchiano vende alla Badia di San Lorenzo a Coltibuono, per 80 lire senesi, la metà di alcuni suoi effetti posti in “castello d’Ama”. Sul finire del Medioevo, all’epoca dell’istituzione del Catasto fiorentino (1427), la situazione appare cambiata ad Ama: non viene più indicata come “castello” e risulta avere un “peso” demografico non  dissimile a quello degli altri centri del piviere di San Polo in Rosso, vi vivono infatti tre sole famiglie, piccoli proprietari terrieri. 

Il clima di sicurezza che si affermò in tutta la Toscana con il costituirsi del Granducato e con l’annessione dello Stato di Siena (1555) non potè che riflettersi positivamente sulle capacità produttive dell’agricoltura. È quanto dovette verificarsi anche ad Ama ove, tra il XVI ed il XVII secolo, emersero alcuni proprietari di media grandezza, discendenti, con ogni probabilità, da quelle stesse famiglie documentate nel Quattrocento: i Pianigiani in primo luogo e i Ricucci. 

Cenni descrittivi

Il borgo, con le sue case di origine medioevale, si sviluppa lungo l'asse della via principale quasi protetto, ai due estremi, da due Ville. La villa Ricucci è l’unica che ha conservato pressoché inalterati gli originali caratteri settecenteschi, con il suo bel prospetto illeggiadrito da una scala a doppia rampa culminante in un elegante balconcino. Completamente rinnovata in forme vagamente neoclassiche è invece villa Pianigiani: un grande edificio a pianta quadrangolare, di ferma e rigorosa eleganza, sormontato da una torretta-piccionaia, alla maniera delle coeve case coloniche. Di particolare interesse tre piccole cappelle, una intitolata alla Santissima Vergine del Carmine, presso la villa Pianigiani, la seconda,  lungo la via principale, dedicata a San Lorenzo e la terza, intitolata a San Venazio, nel giardino di villa Riccucci. 

 

Coordinate Geografiche:

latitudine 43° 26' 33,05" N
longitudine 11° 23' 23,37" E
Ama - Veduta aerea del borgo
Ama - Veduta panoramica del borgo
Ama -Via principale
Ama -Giardino di villa Pianigiani
Ama -Scorcio
Ama -Via principale
Ama -Facciata di villa Riccucci
Ama -Il giardino di villa Riccucci

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